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Street Art / Murales

"Piccola Maria", 2014

Percorrendo Via Fanfulla da Lodi nel quartiere del Pigneto ci si imbatte nel volto di Maria, un ritratto di Margherita Caruso interprete della Madonna nel film “Il Vangelo secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini.
A realizzare questo prezioso murale è l’artista romano Mr. Klevra che sceglie di dipingere su una grande parete ceca un volto triste con due occhi celesti e un velo rosso sulla testa.
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mr-klevra-new-mural-in-pigneto-rome-02Piccola_Maria
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"Piccola Maria", 2014

Percorrendo Via Fanfulla da Lodi nel quartiere del Pigneto ci si imbatte nel volto di Maria, un ritratto di Margherita Caruso interprete della Madonna nel film “Il Vangelo secondo Matteo” di Pierpaolo Pasolini.
A realizzare questo prezioso murale è l’artista romano Mr. Klevra che sceglie di dipingere su una grande parete ceca un volto triste con due occhi celesti e un velo rosso sulla testa.
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pigneto-2L’occhio_di_Pasolini

"L'occhio" di Pasolini", 2014

E' un lavoro di Mauro Pallotta, in arte Maupal. Il vero nome della Street Art è “L’occhio è l’unico che può accorgersi della bellezza” e sembra osservare chiunque decida di percorrere questa stradina. Ed è proprio l’occhio di Pasolini, a dominare sul Pigneto, contemplando la bellezza di Roma.
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pigneto-2L’occhio_di_Pasolini

"L'occhio" di Pasolini", 2014

E' un lavoro di Mauro Pallotta, in arte Maupal. Il vero nome della Street Art è “L’occhio è l’unico che può accorgersi della bellezza” e sembra osservare chiunque decida di percorrere questa stradina. Ed è proprio l’occhio di Pasolini, a dominare sul Pigneto, contemplando la bellezza di Roma.
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"Immagine di Pasolini" di Mirko Montano

Passeggiando su via del Pigneto, vicino il circolo culturale Sparwasser – Arci incontriamo una immagine di Pier Paolo Pasolini, accanto ad una citazione: “Non illuderti: la passione non ottiene mai perdono. Non ti perdono neanche io, che vivo di passione”. Il Pigneto infatti, è la location centrale del film Accattone di Pasolini. Qui abita Accattone e qui ciondolano dalla mattina alla sera i suoi amici in attesa del nulla. Il quartiere e le sue strade, per il suo essere a metà strada tra città e baraccopoli, hanno rappresentato per il poeta e regista il luogo in cui scoprire quell'umanità quasi arcaica e protagonista di tante sue opere. Questa fantastica opera di Street Art, rende omaggio ad un grande artista dai mille volti.
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pasolini_viadelpigneto_roma-592×488Immagine_di_Pasolini
pasolini_viadelpigneto_roma-592×488Immagine_di_Pasolini

"Immagine di Pasolini" di Mirko Montano

Passeggiando su via del Pigneto, vicino il circolo culturale Sparwasser – Arci incontriamo una immagine di Pier Paolo Pasolini, accanto ad una citazione: “Non illuderti: la passione non ottiene mai perdono. Non ti perdono neanche io, che vivo di passione”. Il Pigneto infatti, è la location centrale del film Accattone di Pasolini. Qui abita Accattone e qui ciondolano dalla mattina alla sera i suoi amici in attesa del nulla. Il quartiere e le sue strade, per il suo essere a metà strada tra città e baraccopoli, hanno rappresentato per il poeta e regista il luogo in cui scoprire quell'umanità quasi arcaica e protagonista di tante sue opere. Questa fantastica opera di Street Art, rende omaggio ad un grande artista dai mille volti.
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“Io so i nomi”

Sempre in Via Fanfulla da Lodi, ci si imbatte nel contributo di Omino 71 che ha dipinto il volto di Pasolini con una maschera da supereroe che reca sulla fronte la scritta “Io so i nomi”. Il riferimento è certamente all’articolo “Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe” scritto dall’artista e pubblicato il 14 novembre del 1974 sul Corriere della Sera. I temi trattati riguardavano le stragi e gli attentati alle istituzioni realizzati nel periodo più buio vissuto dal nostro Paese.
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“Io so i nomi”

Sempre in Via Fanfulla da Lodi, ci si imbatte nel contributo di Omino 71 che ha dipinto il volto di Pasolini con una maschera da supereroe che reca sulla fronte la scritta “Io so i nomi”. Il riferimento è certamente all’articolo “Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe” scritto dall’artista e pubblicato il 14 novembre del 1974 sul Corriere della Sera. I temi trattati riguardavano le stragi e gli attentati alle istituzioni realizzati nel periodo più buio vissuto dal nostro Paese.
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"La Lupa", 2017

il grande murales con la lupa azzurra che allatta tre uomini (i poteri di Roma: Chiesa, Stato e criminalità) è un esperimento di street art prestata alla pubblicità: è stato infatti commissionato allo street artist Luca Zamoc da Netflix per promuovere la sua serie Suburra. Dopo quasi due anni di vita, il murales dipinto nell’ottobre 2017 da Luca Zamoc è stata rimosso. Sostituita, prima da una mano di vernice, ora da cartelloni pubblicitari. “Da contratto sarebbe dovuta essere rimossa lo scorso novembre” spiega Zamoc, modenese classe ’86.
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"La Lupa", 2017

il grande murales con la lupa azzurra che allatta tre uomini (i poteri di Roma: Chiesa, Stato e criminalità) è un esperimento di street art prestata alla pubblicità: è stato infatti commissionato allo street artist Luca Zamoc da Netflix per promuovere la sua serie Suburra. Dopo quasi due anni di vita, il murales dipinto nell’ottobre 2017 da Luca Zamoc è stata rimosso. Sostituita, prima da una mano di vernice, ora da cartelloni pubblicitari. “Da contratto sarebbe dovuta essere rimossa lo scorso novembre” spiega Zamoc, modenese classe ’86.
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"Acquario", 2015 Carlos Atoche.

Il tratto del peruviano è inconfondibile. Figure classiche e pesci pagliaccio danno vita ad un acquario meraviglioso in Via Antonio Raimondi nel quartiere Pigneto.
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"Acquario", 2015 Carlos Atoche.

Il tratto del peruviano è inconfondibile. Figure classiche e pesci pagliaccio danno vita ad un acquario meraviglioso in Via Antonio Raimondi nel quartiere Pigneto.
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"Beautiful Crasch", 2014

L’artista polacco M-City si ispira ai luoghi dove ha vissuto da bambino, un paesaggio fatto di fabbriche, fumo e bulloni dando così vita ad un mostro meccanico. Oggi il gigantesco fumetto è l’elemento connotativo del giardino di Rosti, e punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori del mondo della street art.
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rostiBeautiful-Crash
rostiBeautiful-Crash

"Beautiful Crasch", 2014

L’artista polacco M-City si ispira ai luoghi dove ha vissuto da bambino, un paesaggio fatto di fabbriche, fumo e bulloni dando così vita ad un mostro meccanico. Oggi il gigantesco fumetto è l’elemento connotativo del giardino di Rosti, e punto di riferimento per appassionati e addetti ai lavori del mondo della street art.
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pigneto-isola-pedonaleSolo

"Solo", 2015

Solo è uno degli artisti urbani più apprezzati a Roma. I suoi soggetti sono supereroi in uno stile tipicamente americano, ma caratterizzati da un’umanità che li rende “super eroi in piena crisi di nervi”. Qui a Pigneto Solo ha voluto fare un tributo ai suoi genitori con questo murales nostalgico.
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pigneto-isola-pedonaleSolo

"Solo", 2015

Solo è uno degli artisti urbani più apprezzati a Roma. I suoi soggetti sono supereroi in uno stile tipicamente americano, ma caratterizzati da un’umanità che li rende “super eroi in piena crisi di nervi”. Qui a Pigneto Solo ha voluto fare un tributo ai suoi genitori con questo murales nostalgico.
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"Il muro era vuoto", 2015

questo è il titolo dell’opera, un grande murale che racconta la vita che si svolge nel quartiere Pigneto ad opera di Andrea Cardia. Pasolini, il dopoguerra, lo storico tram 13, fino alla Lambretta e alla Cinquecento, la tangenziale Est che si trasforma in pellicola da film, e ancora la caduta del muro di Berlino e i tifosi di Lazio e Roma a confronto, ma anche la progressiva invasione di automobili nei vicoli e di antenne sui tetti dei palazzi. Le storie e il divenire del Pigneto e della città si intrecciano alla storia del mondo in "Il muro era vuoto", l'opera di street art che il pittore, nato e cresciuto in questo quartiere - ha realizzato in via Luchino dal Verme, a pochi passi dalla Prenestina.
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"Il muro era vuoto", 2015

questo è il titolo dell’opera, un grande murale che racconta la vita che si svolge nel quartiere Pigneto ad opera di Andrea Cardia. Pasolini, il dopoguerra, lo storico tram 13, fino alla Lambretta e alla Cinquecento, la tangenziale Est che si trasforma in pellicola da film, e ancora la caduta del muro di Berlino e i tifosi di Lazio e Roma a confronto, ma anche la progressiva invasione di automobili nei vicoli e di antenne sui tetti dei palazzi. Le storie e il divenire del Pigneto e della città si intrecciano alla storia del mondo in "Il muro era vuoto", l'opera di street art che il pittore, nato e cresciuto in questo quartiere - ha realizzato in via Luchino dal Verme, a pochi passi dalla Prenestina.
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"Red Panda"

un angolo di mondo onirico e fiabesco dipinto tra Torpignattara e il Pigneto, con il murales di notevoli dimensioni firmato da Dulk, lo street artist spagnolo che ha ultimato l'opera outdoor in via Antonio Tempesta, all'interno del progetto "Street Heart" e con il supporto del Municipio V.
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"Red Panda"

un angolo di mondo onirico e fiabesco dipinto tra Torpignattara e il Pigneto, con il murales di notevoli dimensioni firmato da Dulk, lo street artist spagnolo che ha ultimato l'opera outdoor in via Antonio Tempesta, all'interno del progetto "Street Heart" e con il supporto del Municipio V.
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"Resistenza: ieri, oggi e domani"

Political Street Art di Aladin a Roma in Via Giovanni Brancaleone (2015). Questo murale, che si sviluppa su tre diverse pareti, è intitolato "Resistenza: ieri, oggi e domani". La prima parte riguarda il 70 ° anniversario della liberazione dell'Italia (era il 25 aprile 1945) dalle truppe naziste; mentre la seconda parte parla di una resistenza più contemporanea e raffigura dimostranti in rivolta che attaccano una jeep della polizia. Sul terzo muro, ci sono due manifestanti che simboleggiano lotte contemporanee, come il "NO-TAV", il movimento stabilito in opposizione ai treni ad alta velocità. Esso esemplifica i movimenti sociali italiani contro la globalizzazione.
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"Resistenza: ieri, oggi e domani"

Political Street Art di Aladin a Roma in Via Giovanni Brancaleone (2015). Questo murale, che si sviluppa su tre diverse pareti, è intitolato "Resistenza: ieri, oggi e domani". La prima parte riguarda il 70 ° anniversario della liberazione dell'Italia (era il 25 aprile 1945) dalle truppe naziste; mentre la seconda parte parla di una resistenza più contemporanea e raffigura dimostranti in rivolta che attaccano una jeep della polizia. Sul terzo muro, ci sono due manifestanti che simboleggiano lotte contemporanee, come il "NO-TAV", il movimento stabilito in opposizione ai treni ad alta velocità. Esso esemplifica i movimenti sociali italiani contro la globalizzazione.
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"Intersection"

Dove due cerchi composti da linee concentriche mi richiamano alla mente i lavori di educazione tecnica che facevo alle scuole medie, i famosi inviluppi. Un'opera dello street artist 2501, all'anagrafe Jacopo Ceccarelli, nel quartiere Pigneto, in via Fortebraccio. Dopo aver studiato cinema e video editing a Milano e comunicazione visiva all’Università New Bahaus di Weimar, in Germania, all’età di 20 anni si trasferisce a San Paolo del Brasile per insegnare pittura ai bambini delle baraccopoli. Entrato a contatto con il mondo della street art sudamericana, Jacopo inizia il suo nuovo percorso artistico cambiando nome in 2501, suo giorno e mese di nascita, per indicare simbolicamente la propria rinascita artistica. Oggi considerato uno dei principali esponenti italiani di arte urbana, ha realizzato murales a Los Angeles, Miami, San Paolo, Milano, Roma, Detroit, Chicago, Ulan Bator, New York , Atlanta, Kiev.
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"Intersection"

Dove due cerchi composti da linee concentriche mi richiamano alla mente i lavori di educazione tecnica che facevo alle scuole medie, i famosi inviluppi. Un'opera dello street artist 2501, all'anagrafe Jacopo Ceccarelli, nel quartiere Pigneto, in via Fortebraccio. Dopo aver studiato cinema e video editing a Milano e comunicazione visiva all’Università New Bahaus di Weimar, in Germania, all’età di 20 anni si trasferisce a San Paolo del Brasile per insegnare pittura ai bambini delle baraccopoli. Entrato a contatto con il mondo della street art sudamericana, Jacopo inizia il suo nuovo percorso artistico cambiando nome in 2501, suo giorno e mese di nascita, per indicare simbolicamente la propria rinascita artistica. Oggi considerato uno dei principali esponenti italiani di arte urbana, ha realizzato murales a Los Angeles, Miami, San Paolo, Milano, Roma, Detroit, Chicago, Ulan Bator, New York , Atlanta, Kiev.
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"Cavalli" di Carlos Atoche

di Carlos Atoche
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485984_20140706_p17“Cavalli” Carlos Atoche street art al Pigneto
485984_20140706_p17“Cavalli” Carlos Atoche street art al Pigneto

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