Il Pigneto è un'area urbana del Municipio Roma V (ex Municipio Roma VI) di Roma Capitale. Si estende, a mo' di triangolo isoscele, da piazzale Labicano, tra le vie Prenestina, Casilina e di Acqua Bullicante. Il nome della zona, Pigneto, è dovuto alla presenza di una lunga fila di pini, piantati dalla nobile famiglia Caballini e posti lungo il muraglione della settecentesca Villa Serventi, mentre la via principale del quartiere è la omonima via del Pigneto, che corre zigzagando da poche centinaia di metri fuori Porta Maggiore a circa la metà di via di Acqua Bullicante. Il quartiere si è formato a partire dal 1870 dall'unione di insediamenti abitativi quali il Prenestino, il Torrione, la borgata Galliano, l'Acqua Bullicante, la borgata Marranella ed il Casilino lungo tutto il perimetro del "triangolo" ed il Pigneto stesso al centro di esso.
Durante la seconda guerra mondiale, il Pigneto, di composizione sociale popolare come San Lorenzo, fu molto attivo nell'Antifascismo e subì i bombardamenti alleati del 1943 e del 1944. Di recente è stata istituita una sezione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) del Pigneto - Torpignattara, intitolata a Giorgio Marincola.
Il 20 dicembre 2003 viene trovato, in una cantina sita in via Raimondo Montecuccoli 3, il covo delle nuove Brigate Rosse.
Fuori dai circuiti turistici, il Pigneto è la combinazione vincente di due contrapposte e spiccate personalità, quella diurna rappresentativa del caratteristico animo Romanesco, e quella notturna simbolo di una recente e ricercata realtà della movida Romana, è caratterizzato da strade strette, case basse e gente in strada. Qui si incrociano diverse culture.
Il Pigneto inoltre è il quartiere di ‘Accattone’ e di Pier Paolo Pasolini, oltre che il set di altre grandi pellicole come “Roma città aperta” di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi.